Come ti risolvo la violenza negli stadi
Il nuovo decreto legge contro la violenza negli stadi approvato ieri 7 marzo, “darebbe” un giro di vite alla situazione e ci propone:
- Nuove sanzioni a chi provoca lezioni o a chi espone striscioni razzisti. Vuol dire sostanzialmente un inasprimento delle pene di reclusione. Peccato che chi fa un illecito parte dal presupposto di non essere beccato, questo non se lo ricorda mai nessuno.
- Partite a porte chiuse per gli stadi non a norma, come se il problema fosse lo stadio. In Inghilterra giocano senza protezione tra giocatori e tifosi
- Ridotto da 10 a 4 il numero dei biglietti che una singola persona può acquistare. Andrebbe anche bene se si sapesse con certezza a chi vanno tutti i biglietti
- Possibilità di negare l’accesso anche a chi, pur se previsto di biglietto, non ha con sé un documento di identificazione. E a che serve se poi dentro lo stadio non sai più dov’è?
In sostanza, come al solito, non è stato fatto nulla. Si continua a pensare come se il problema fosse lo stadio, fossero le strutture, fossero le sanzioni. Il problema è chi si vuol fare entrare allo stadio, il problema è la mentalità violenta dei violenti che vanno allo stadio e la soluzione non sta in questo ridicolo decreto legge, ma nello togliere lo stadio ai violenti per darlo a chi vuol vedere del calcio, dello sport, darlo alle famiglie. Per farlo basta lavarsi di dosso quel velo ipocrita tipicamente italiano di chi fa le cose sempre a metà per cercare di accontentare tutti con il risultato di non far mai niente.
Dare lo stadio a chi vuol guardare uno spettacolo sportivo a parer mio non è poi molto difficile. Ecco come.
Premessa la chiusura dello stadio durante tutta la settimana ai non addetti ai lavori, il controllo delle forze dell’ordine e le telecamere, basterebbe vendere biglietti solo a chi presenta documento, assegnandogli un posto numerato al quale viene associato il nominativo e dal quale non si deve muovere durante tutta la partita. Un documento, un biglietto un posto. 5 documenti, 5 biglietti, 5 posti. Obbligo di star seduti al proprio posto (chiaramente tranne nel caso in cui si devono espletare certi bisogni), vietati gli striscioni. Avendo così assegnato ad ogni posto numerato un nominativo ed essendo tutto sotto controllo delle telecamere sarebbe possibile identificare chiunque in qualsiasi momento. Per chi non rispetta le regole, negato stadio a vita.
Questo basterebbe per dare lo stadio a chi vuol vedere la partita e non a chi ci va a far altro, oltre che rendere il lavoro alle forze dell’ordine più agevole e meno pericoloso.
In sostanza, se vogliamo tutelare lo sport, il calcio, e la vita delle persone, va tolto lo stadio ai violenti, va cambiata utenza… o forse a qualcuno serve come valvola di sfogo?



Fra i moltissimi problemi del nostro belpaese,vi è a mio avviso il seguente:
Ossia che non siamo nemmeno capaci a copiare ! Gli Inglesi (con i loro simpatici hooligans) hanno risolto definitivamente la violenza negli stadi…Noi, per caso, siamo forse piu’ scemi o meno capaci ? La verità è che l’unica cosa che sanno fare benissimo i nostri politici è “parlare, parlare, fare sterili quanto inutili polemiche” E poi ? Poi, torna tutto come prima, ossia quell’Italietta tutta speghetti e mandolino, che conosciamo molto molto bene ! TCHAO !