Esportatore di democrazia
Esportare democrazia è un bell’impegno, oltre che una presa di posizione non indifferente. Esportare democrazia, quando magari non te la chiedono è una cosa che mi ha fatto sempre riflettere. Chi per primo si impegna ad esportare democrazia sono gli U.S.A. che se ci pensi bene è una cosa abbastanza singolare che a prendersi questa incombenza (che lavoro fai? esportartore di democrazia) è un paese fatto da immigrati e figli di immigrati, un paese fatto da invasori, colonizzatori. Lo si dimentica spesso.Gli U Esse con A che esportano democrazia è un po’ come quello che quando sei al cinema e ti alzi per andare in bagno ti frega il posto e poi dice a quello dietro di non parlare durante il film. Non è che adesso voglio fare i soliti discorsi antiammericani, anzi, antistatunitensi, insomma, anche io riconosco benissimo che questo paese ci ha regalato e continua a regalarci tante cose belle, tipo Kubrick, Lost e Angelina Jolie per citarne qualcuna, però, ogni tanto bisogna anche cercare di vedere certe cose senza per forza fare quello anti o quello pro.
Succede che negli U.S.A. uno si compra un fucile al supermercato, entra in una scuola, Campus della Virginia Tech, e fa una strage. E’ succeso ieri, è successo altre volte, sempre in giro per gli U.S.A., e sicuramente succederà ancora. E’ paradossale come in questa cosa lo stupore viene provocato non tanto dal numero di morti, che pare siano più di 30, ma dal fatto che l’arma sia stata comprata al supermercato. Se uno l’arma non se la compra al supermercato, la ordina su internet. Negli Stati Uniti funziona così, nella loro democrazia c’è questo diritto alla difesa, rimasuglio del Far West e chiamato così dalle lobby degli armamenti, che ti permette di acquistare in qualsiasi momento un arma, e con essa il diritto a fare fuoco. Ora io penso che quando uno fa fuoco, come in questo caso, per non si sa cosa e comunque con un gesto apparentemente inspiegabile, di certo sia stato afflitto da qualche squilibrio mentale, qualche turba che si sarebbe potuta sfogare con aggressioni di vario tipo, atteggiamenti violenti che prima di un danno irreparabile l’avrebbero magari portato di fronte ad un tribunale e poi in un istituto di cura o in prigione ma comunque fuori da un contesto sociale dove, con il benestare dello stato che gli ha fornito lo strumento, ha invece potuto fare una strage.
Insomma, spero proprio che gli U Esse con A nell’esportare la democrazia si dimentichino di esportare anche questo tipo di diritto alla difesa.
UPDATE 19/04/07: Il ragazzotto in questione era già stato ricoverato in una clinica psichiatrica… e libero di comprare armi da fuoco, perchè dice Bush (con il gobbo Army che suggerisce), avere un arma da fuoco è un diritto di ogni uomo.



Hi Joe ! Complimenti per il post, di grande attualità. Sotto la veste di esportatori di democrazia, non si puo’ negare che gli States sono rimasti ancora un po’selvaggi, sotto certi aspetti.Non sarebbe forse l’ora, visto che i tempi dei Cowboy sono passati, di fare una modifica costituzionale ? Dopo migliaia di morti per arma da fuoco, non sarebbe forse il caso di cambiare le leggi attuali sul porto d’armi ? In America, conta una sola cosa : IL DIO DENARO, la storia é tutta li’….Fatta di potentissime lobby in grado di manipolare Congresso e Presidente degli USA. Un esempio per tutti ? LA NRA, National Rifle Association, che difende a spada tratta il diritto di QUALSIASI PERSONA, anche pluriomicida, a portare un’arma, è una delle piu’ importanti finanziatrici del Partito Republicano Americano, cioè il partito del Presidente J.W.Bush…..Sono morti piu’ di trenta ragazzi innocenti?? Poco importa, l’unica cosa che conta è il business….Tchao !