Ancora della scuola, dei giovani genitori e dei nuovi alunni nell’estremo ponente ligure
Il mio primo giorno di scuola mia mamma mi ha accompagnato al portone, mi ha affidato al bidello che mi ha consegnato alla maestra che mi ha messo in fila ad aspettare che arrivassero tutti i miei compagni. Quando è stata ora di salire al primo piano, mia madre, fuori dal portone, mi ha accompagnato con lo sguardo fin dove ha potuto, al pianerottolo, poi è andata a lavorare e l’ho rivista all’uscita, che mi aspettava. Tutte le altre mamme hanno fatto così. E siamo tutti cresciuti bene.
Oggi la genitrice per portare il figlio al primo giorno di scuola si prende una giornata di ferie, lo accompagna fino in aula, fa sedere il figliolo, gli apparecchia tavola, gli toglie il ciuccio, mette su un pollaio con tutte le altre mamme, fa servizi fotografici e lungometraggi cinematografici, documentari a mo’ di reality, si ferma per un ora in classe, poi torna a casa per presentarsi un’ora prima in classe a riprenderselo.
Del mio primo giorno di scuola ricordo soprattutto l’odore dei corridoi, sembrava quello dell’ospedale, eppure ne sono uscito vivo.



Io avevo le scuole a 50 metri da casa, quindi il primo giorno di scuola sono entrato da solo e sono tornato a casa da solo. Che culo! (e che mamma!)