Del bullismo


Da piccino, 10-12 anni, andavo a giocare a pallone con i miei coetanei nel campetto dei giardini comunali. Quando arrivavano i più grandi, 16-17 anni, pacificamente e pacatamente ci facevamo da parte. L’intimidazione era più forma che sostanza. Toccava a loro. Quando raramente arrivavano i fratelli maggiori di questi, il campo veniva lasciato ai fratelli maggiori. Funzionava.
Quando io sono diventato un più grande, i piccini di 10-12 anni, che li si prendesse con le buone o meno (e capirai, si occupava il campo), da parte non si facevano, anzi, il più delle volte andavano a chiamare i genitori. Spesso l’avevamo vinta noi, ma altre volte i genitori chiamavano i vigili che per una qualche diffusa ipocrita forma di buonismo ci obbligavano a lasciare il posto. Manco le famiglie dei ragazzotti più piccoli pagassero più tasse delle nostre.
Oggi se passo dalla strada che costeggia i giardinetti e guardo verso il campo, vedo solo bambinetti, palloncini colorati, mamme e carozzelle. In compenso gli adolescenti sono a farsi le trombe (o bombe, o canne o spinelli, non so come dici tu) dietro al parco.

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Reader Comments

hai appena ammesso che praticavi il “bullismo” e il “nonnismo”.
;-)

Sbrubbe.

Strano che tu non abbia nemmeno accennato al fatto che le ragazze ai miei tempi uscivano in bicicletta, con gli scaldamuscoli fucsia e la maglietta di Brandon di Beverly Hills, oggi hanno il tanga fuori e l’infity sul loro motorola rosa.

Funzionava così, adesso prova a riprendere un ragazzetto che magari sta esagerando a fare qualche cosa e senti che ti risponde da rimanere basiti!

a me stà situazione fa un po’ paura … ne ho parlato qui:
http://www.aopletal.net/2007/10/19/la-scuola-del-futuro/

in effetti questa situazione è strana…ricordo anche io che nei campetti funzionava così. e spesso noto una totale mancanza di educazione nei più piccoli…che non nascondo mi invogli a prenderli a badilate!!

Ti sei dimenticato dei genitori invasati che giocano a pallone con i propri figli, che urlano se non fanno il doppio-passo e che piangono se il mister della squadra dei pulcini non li ha messi in squadra, e che occupano non solo i campi di tutto il paese, ma anche i giardini e le aiuole…

il bullismo vero è altra cosa…quella che descrivi tu era un avvicendamento condiviso nella gestione di un campetto basato su un ” tacito rispetto generazionale”.In alcune scuole ( e non solo), in Italia e non solo , vedi GB,ci sono altri fenomeni più ravi , non solo di disagio sociale ma anche di devianza fine a se stessa, degni di calci nel fondos… ( consentitemelo…)a chi li causa e a chi li con -causa, compresi i genitori che non si assumono le loro responsabilità, chi non forma e chi non interviene nè preventivamente nè dopo

Nn c’è più il rispetto e l’educazione di un tempo.

io ho sempre adorato la scusa dei piu’ grandi “la palla non è mia” quando non mi volevano far giocare!

L’altro giorno al bar sono arrivati tre quattordicenni e hanno chiesto tre vodke. O forse erano quattro tredicenni e hanno chiesto quattro vodke.

Il problema è l’educazione dei genitori.
Una volta c’erano sonori schiaffoni da tutte le parti se sbagliavi. Ora sono molto pochi, ci sono le denunce e le cazzate.
I ragazzetti non sanno come funziona e alzano la voce.
Lo vedo con i miei cugini o gli amici adolescenti di mio fratello…
La cosa è semplice: io sono più grande e tu fai quello che dico io. punto. o ti fidi o le prendi.
Con me e tutti quelli della mia generazione e generazioni prima ha funzionato.
alla grande.

pajura!! dove andremo a finire!!!!

@Peyote: io ero una di quelle, con gli scaldamuscoli fucsia, la bici, e la maglietta di dylan (era più figo di brandon)!!!!

oggi non ho il tanga fuori (ma la maglietta della salute…che c’ho una certa età) e un sony ericson tutti scassato…..

ah son proprio cambiati i tempi!

I tempi cambiano e gli usi e costumi pure. Io cerco di educare mio figlio. Il problema è quando gli altri genitori non lo fanno (e sono la maggioranza).Quindi o mio figlio si attrezza o viene calpestato - A volte ti giuro non so eppure io che fare

forse a monte c’è il diverso ruolo dell’adulto in genere, a partire dai genitori o almeno come è percepito dai ragazzi( non esiste il padre padrone e mater amabilis- vivaddìo- ma l’opposto , cioè genitori - compagni e complici si sono rivelati fallimentari)sta di fatto che l’adolescenza è l’età della trasgressione, del no assoluto per affermare il sè…ma se non ci sono “paletti” la trasgressione va sempre più oltre,non si riduce a semplice prepotenza di gioco nei campetti…si gioca sempre oltre,a volte con la vita dello ” sfigato” di turno o della carina del branco…tutto fa spettacolo sul palcoscenico del sè egocentrico , spesso frustrato da insuccessi per cui l’unica affermazione sociale si consegue con le ragioni della forza….ma forse è più importante la forza della ragione

@skip, assolutamente d’accordo che il bullismo vero è altra cosa. Sostanzialmente volevo dire un paio di cose. Anzitutto mi pare (sottolineo mi pare) che i media stiano abusando del termine bullismo anche quando magari trattasi dei soliti e da sempre esistenti contrasti tra ragazzi di diverse età dove i più grandi applicano quella sorta di atteggiamento del tipo “mi devi rispetto perchè sono più grande dammi la merenda”. Con questo non voglio dire che sia giusto o sbagliato, voglio dire che creare allarmismo sociale forse non è la cosa migliore.

Il risultato di questo allarmismo sociale è che quando il più piccolo a cui è stata presa la merenda si rivolge ai genitori, questi (oggi) si inseriscono tra i ragazzi mediando il rapporto. Se ci pensi non è molto diverso da quando un alunno rimproverato dall’insegnante si va a lamentare dal genitore che invece di ribadire quanto ha fatto l’insegnante si presenta dal docente a difesa del figlio (o peggio come recenti cronache riportano). E’ semplicemente lo step successivo. Per dire, quando sono tornato la prima volta a casa con uno zigomo pesto mia madre mi ha mandato in palestra a fare karate, quando andavo a casa a lamentarmi dei rimproveri dell’insegnante mia madre rincarava la dose. Questo non toglie che poi magari parallelamente abbia telefonato al genitore del bambino che me le aveva suonate o non abbia pensato ogni tanto che l’insegnante sbagliava, ma a me non l’ha mai detto.

Tornando al campo da calcio del post, per altro tutte cose assolutamente vere, vorrei invece aggiungere, e forse diventa più chiaro, che probabilmente se i genitori che hanno cominciato ad intromettersi quando io ero ragazzotto dando il via ad una presenza sempre più attiva anche da parte di quelli venuti dopo, avessero lasciato andare le cose come stavano, forse i ragazzi che adesso hanno 16 anni sarebbero a giocare a calcio invece che a farsi le bombe. Trovati gli spazi occupati se ne sono creati altri.

Che a guardare bene, oggi quel campo non è neanche più occupato dai bambini, ma dagli adulti con i bambini.

e dai cani ;)

@john doe l’allarmismo sociale non porta a nulla…i media seguono un po’ la moda di temi che fanno audience,che incuriosiscono a volte in modo un po’ morboso…
oggi i genitori sono attivi in certe cose ma assenti in tante altre perchè l’adulto è cambiato , forse non accetta nemmeno un ruolo da “maturo”( che spesso viene inteso come sinonimo di matusalemme)e s’intromette nelle fasi di crescita dei figli risparmiando al cucciolotto il confronto anche se deludente, l’insuccesso o la sana frustrazione che aiutano a crescere;in casa si percepiva una figura di genitore autorevole ma non autoritario, forte e dolce, imparziale, saggia che guidava…anche se troppa perfezione poteva essere percepita come irraggiungibile, comunque sia, era un riferimento…quante tavole rotonde animate, dibattute , ironiche tra i miei e noi (tre figli) :)

Cavolo John hai proprio ragione, sai che questo potrei postarlo pari pari sul mio blog perchè rispecchia la mia “gioventù” passata ? :D

Mi rivedo in quello che hai scritto al 100%. Per quanto riguarda l’ultima domanda, quella prima della chiusura dell’articolo, spinelli fa troppo english style, troppo raffinato :D semplicemente, e dicendolo a bassa voce, CANNA :D hihi

E aggiungo, complimenti per il bel blog che hai tirato tu, l’ho appena messo tra i preferiti. Pulito, veloce, stiloso.

P.S. Ci sono arrivato tramite pocaloca, quindi ringrazia lui nel caso :D

@skip, che l’allarmismo sociale non porti a nulla non sono d’accordo. In ammerica l’allarmismo sociale ha pulito la coscienza a tutti per anni giustificando guerre. In piccolo, vedo giovani mamme preferire per i figli scuole private (dai preti o suore) perchè “meglio controllati.. con tutte le cose che si sentono al telegionale… sai bambini rapiti, il bullismo… sai tutte queste cose qua…”

@john doe…bella la battuta delle scuole private…:D
la differenza tra scuola privata e pubblica è si viene a sapere tutto quello che succede nelle scuole pubbliche ,si cerca di rimediare e gli alunni sono tutti uguali…nelle private invece si mette a tacere o si sa ben poco e si fa il tradizionale distinguo tra i figli di…e i figli da…