Vorrei regalarti questa riflessione. Se io sono all’interno di una stanza, ne convieni che l’intero è composto da me + la stanza. Questa stanza la voglio osservare per averne una descrizione oggettiva. In realtà posso vedere questa stanza solo nei termini della differenza di cose di cui essa è composta, ovvero: posso vedere il tavolo che si distingue dalla sedia, la sedia che si distingue dal pavimento, il pavimento che si distingue dal soffitto e così via. Ma non vedrò mai l’intera stanza, semplicemente la “costruirò” mentalmente. E anche quando avrò finito la costruzione sarà incompleta perchè mancherò io nella descrizione stessa che sono osservatore e quindi non posso vedermi, non posso vedere neanche il mio vedere. In sostanza, non riuscirò mai a vedere, descrivere e avere una percezione oggettiva di una stanza con me dentro. Se esco, è un’altra stanza ove io non compaio.

Delirio?
si vede che stai studiando

sì è così…a meno che tu non ti cloni..così avrai un john doe osservatore e uno osservato
Puoi sempre farti fare una foto mentre stai nella stanza, una di quelle che prendono tutto tutto tutto. Io commento anche di sabato, soprattutto quando è già domenica.
Vado a prendere un altro caffè, evidentemente uno non mi è bastato per svegliarmi
Buona domenica
Studiare il sabato fa male..
Anche se immagino sia l’unico giorno in cui puoi farlo, vero?!
Hai tutta la mia solidarietà
mmmmm che te sei fumato??????
Se avessi un gemello omozigote sarebbe tutto più facile!
@skip. anche clonato, osserveri la realtà della stanza filtrata dalla porta. e qui si ritorna al post di qualche settimana fa. la realtà oggettiva esiste ma in se, noi non possiamo averne una percezione oggettiva.
@alianora, a maggior ragione, avrei una rappresentazione della stanza. non la stanza
@Chiara, vero
@Guady… sshhhh
@Peyote, vedy skip.
Bel trip mentale
Bella osservazione che potrebbe pure rimandare a questo punto al chiedersi “chi sono?” e a prendere consapevolezza del Se.