… che mi piace (non in senso fisico) suggerirei una roba semplice semplice. Invece di farsi cacciare da un canale all’altro, con una videocamera digitale, un softwarino e poco altro, facesse un bel video blog in stile Non Rassegna Stampa Non Rassegnata Stampa (che è più visibile del podcast), con ogni cosa che di giorno in giorno gli riesce di girare. Bassi costi, estrema visibilità e indipendenza. Al limite qualche denuncia. Se c’è bisogno di un tecnico, ci sono io. Se poi gli chiudono anche il sito, se ne apre un altro.
Daily Archive for December 10th, 2007
Oggi si va di calcio o giù di lì, posso permettermelo.
Dal sito della Gazzetta leggo questa roba per cui c’è chi si è indignato per la seconda maglia dell’Inter, quella bianca crociata di rosso. A qualche mussulmano ricorda i crociati motivo per cui bisogna annullare un risultato calcistico
Un avvocato turco tifoso del Fenerbahçe ha chiesto all’Uefa (che sapeva tutto) di cancellare la vittoria dei nerazzurri in Champions. Il motivo? La croce rossa sul petto ricorda quella dei cavalieri Templari…
E poi ancora
Il problema è la maglia indossata dall’Inter, quella del centenario con la grande croce rossa in campo bianco: ricorda infatti la divisa dei cavalieri Templari, i leggendari monaci-soldati, il cui ordine venne fondato dopo la conquista di Gerusalemme al termine della prima crociata e che a lungo combatterono contro i mussulmani. “Quella croce mi ha ricordato i giorni sanguinosi del passato”, ha sottolineato addolorato Kaska. L’avvocato, che lavora a Smirne, non ha perso tempo e si è rivolto a un giudice locale chiedendo l’annullamento dei tre punti ottenuti dall’Inter per aver “manifestato in forma esplicita la superiorità razzista di una religione”
Io mi sono fatto un’idea ben precisa di questa storia. Ho preso in considerazione religioni, cultura, popoli e semantica per cercare di non essere il solito qualunquista moralizzatore (=blogger). Per dirne una di quelle che illuminano gli animi e i sensi, che spostano la prospettiva di chiunque per rivelare la verità ultima. E poi soprattutto affinchè la mia idea fosse accesibile e comprensibile a tutti ho pensato di sintetizzarla al limite, in poche parole. Ovvero: ma vaffanculo va!

Non che mi stia troppo sulle palle Recoba, e vederlo a lucidare la panca dopo una settimana di neanche troppo velata voglia di rivincita ha sortito in me una specie di grugno stomacale. Vederlo poi entrare tutto mascherato ed incidere sulla partita come Mino Reitano ha fatto sulla storia della musica mondiale, quel grugno l’ha spostato nell’intestino.
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