Partiamo da un presupposto, Cronenberg è uno che mi è sempre piaciuto, forse meno quando è stato adorato dai critici, sarà perchè io non capisco di cinema, o perchè i critici tendono a dire che è bello ciò che è brutto e brutto ciò che è bello, li fa elitari, snob, a loro piace. Per dire, qualche giorno fa al Cinematografo ho anche sentito un critico ben dire di Natale in crociera. Tornando a Cronenberg, dicevo, a me Crash ha fatto cacare, i critici lo adorano. Capisco il filosofeggiare su uomo/macchina - rivoluzione industriale e via dicendo, cosa che tra ‘altro ha portato avanti per più di un decenio, ma quello, Crash, mi sembra uscito male. Punto. Tipo La Mosca è stupendo, EXistenZ anche, per dire sempre uomo/macchina/mutazioni e qualcos’altro, ma meglio di Crash. In ogni caso, non lo scopro io che negli ultimi film, da Spider in avanti, Cronenberg un qualche cambiamento lo ha fatto, magari per qualcuno si è sputtanato, qualcun altro ora lo apprezza, di certo ora raggiunge più pubblico, bene o male che sia, così è (ma per dire, anche Beethoven quando se n’è uscito con la nona è stato massacrato dalla critica perchè troppo facile all’ascolto, troppo alla portata di tutti e via dicendo, ora è considerato il genio… è solo questione di prospettiva). Con quest’ultimo film Cronenberg continua il suo percorso che lo vede più fruibile e lo fa nuovamente con il suo nuovo feticcio Viggo Mortensen. Ecco proprio su Viggo volevo andare a parare, hai presente chi è vero? Aragorn del Signore degli Anelli per intenderci. Ecco, in una sequenza de “La promessa dell’assassino” si ritrova a fare a botte con 2 ceceni, nudo in una sauna. Quando vai a vederlo - e vacci che è un bel film - avrai modo di verificare che in un preciso momento di questa scena, tra una coltellata e una testata, sentirai un’ondata di delusione tutta femminile straripare nella sala cinematografica, e poi un impettimento del pubblico maschile tutto. Spontanea reazione alla vista del gingillo di dimensioni ridotte che penzola ben in evidenza per qualche secondo tra gli inguini di Viggo.

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