Bioetica: del Papa e della Scienza

Quando c’è una vita degna di esser vissuta?

a) C’è quando esiste una neocorteccia accertata. Ovvero nel momento in cui esiste una capacità di pensiero. Quando si è prossimi all’esser persona. Quando l’embrione ormai maturo è pronto a mettersi in comunicazione con il mondo.
b) C’è già nell’uovo fecondato, nell’incontro ovocita spermatozoo. In questo momento c’è già qualche cosa da tutelare, c’è una individualità, c’è già in qualche modo condensata la storia della filogenesi umana, c’è un sapere.

è qui che si gioca la partita.
a o b ?

26 Responses to “Bioetica: del Papa e della Scienza”


  1. 1 Alianorah

    Certo che dall’insulting day a sto po pò (staccato) di domandina…Ma non è facile rispondere eh? Io penso che, se si crede nell’anima (religiosamente intesa), allora essa dovrebbe essere presente già al momento della fecondazione (e anche prima: se l’anima è immortale, parimenti non nasce nemmeno, esiste da sempre). Se invece si crede nella materia e non nello spirito che sopravvive al di fuori della materia allora vale di più la risposta A. E tu? A o B?

  2. 2 Fulgenzia

    B!
    Sono donna, sono madre, sono atea, sono Favorevole all”aborto legalizzato e al libero arbitrio.
    Ma il “miracolo” della vita avviene proprio li, all’incontro spermatozoo-ovocita, e tutto parte esclusivamente da li…Quindi il nuovo individuo e’ gia’ definito e determinato. {SORRY..ho dei casini con la punteggiatura…digito una cosa e ne compare un’altra…mah!}

  3. 3 R.O.X.

    eheh, un problema di cosi tale grandezza e tu dici A o B ???’

  4. 4 R.O.X.

    errore, mio…
    Termino il ragionamento.
    Credo che usare il termine degna di esser vissuta, non sia corretto, sarebbe stato meglio “esser tutelata”, non credi?
    Comunque difendo il diritto di libera scelta, per cui voto A, tantissimo forte..

  5. 5 duhangst

    Sono per la libertà di scelta.

  6. 6 john doe

    il fatto è che secondo me si può benissimo dire “credo nella libertà di scelta” e non avere un atteggiamento necessariamente laico. Allo steso modo si può credere in qualche cosa che trascende e non avere un atteggiamnto necessariamente cattolico.
    A e B sono posizioni chiare e distinte.
    Ma si è sicuri di poterne abbracciare una in particolare?
    Chi dice A, è quindi convinto che la vita, sia una continuazione bio-chimico-fisica e null’altro?
    molecole e null’altro?
    non c’è qualche cosa che trascende il mero atomo?
    io credo di si, è non è una posizione cattolica la mia.
    credo che nell’individuo ci sia Materia, quella con la M maiuscola, intesa come Sapere, Sapere Simbolico.
    Qualcosa che ereditiamo dalle generazioni passate, qualcosa che riguarda il genere umano.
    Freud stesso era convinto di questo.
    Mi viene veramente difficile pensare all’individuo come la mera somma di atomi e molecole.
    cacchio che post serio.

  7. 7 Chiara

    A.

  8. 8 bruno carioli

    Un approccio diverso: una maternità libera e consapevole, una sessualità educata, ed estrema razio no all’aborto clandestino.

  9. 9 Alianorah

    Hai scritto Freud…oramai non scappi più! :-D

  10. 10 skip

    la vità c’è dall’inizio e va tutelata…personalmente sono per una maternità libera e responsabile…l’aborto è l’estrema soluzione,una scelta che non condivido ,che bisognerebbe evitare con attività di prevenzione, ma allo stesso tempo non condanno ( penso ai casi di violenza ,d’incesto) …l’ideale sarebbe tutelare la vita ( di madre e figlio)in modo dignitoso e garantire tutto ciò non è semplice

    la mia opinione è qui
    http://www.xxmiglia.net/2007/05/14/mcome-mamma/

  11. 11 GTCurzio

    Non si risponde ad una domanda con un’altra domanda ma…a che pro questa domanda? Perche’ dobbiamo scegliere?
    Ai fini dell’aborto?
    O per decidere se sia giusto che il Papa vada a La Sapienza? Parliamo di scienziati (???) esagitati che strumentalizzano una frase ed insorgono a difesa della libertà (!?!) vietando al Papa di parlare? “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”". Abbiamo capito che il Papa contestualizzava? Abbiamo capito che il Papa intendeva “PER QUEI TEMPI” e “CON QUELLE PREMESSE”?
    Scienziati!
    Scienziati che si sentono offesi ed umiliati in nome della laicità della scienza…
    Ma perche’, uno scienziato non puo’ “credere”? Come faccia a conciliare, poi, saranno fatti suoi. Altro che oscurantismo. Oscuratori! Queste reazioni mi fanno rabbrividire. Libertà di parola per tutti (drogati, brigatisti, delinquenti) ma non per il Papa. Si vede che fa paura…
    http://gtcurzio.blogspot.com/2008/01/il-prof-ratzinger-alluniversit-forse.html

  12. 12 Laura

    io dico B,e lo dico più che convinta

  13. 13 GTCurzio

    e comunque non avendo (prima) risposto alla domanda…tendenzialmente direi A).
    Il miracolo della vita, come dice Fulgenzia (e non sono polemico, tutt’altro) avviene anche per le piante. Ci pensate al miracolo del seme che “prende vita”? Ma non per questo si parla di “vita degna di esser vissuta”.
    Ma piuttosto JD, avevi mangiato pesante ?
    Eccheccacchio!
    ;-)

  14. 14 Fulgenzia

    @GTCurzio
    Sì, ma il paragrafo A comincia con “neocorteccia accertata” e “capacità di pensiero”; per cui il mio ragionamento (e la mia risposta) erano relativi all’individuo/animale/persona e non alla VITA in senso generale.
    Rimango assolutamente sulla risposta B.
    Bises.

  15. 15 john doe

    @ROX, “vita degna di esser vissuta” è provocatorio. La differenza tra A e B è la capacita di partecipare alla comunicazione. Sotto certi aspetti, socialmente parlando è “persona” chi partecipa alla comunicazione. Quando non esiste ancora una neocorteccia accertata, ovvero quando non esistono ancora i presupposti alla comunicazione non c’è vita da tutelare. Ma forse una vita c’è. Non degna di essere tale?
    @TCurzio, A e B sono solo le 2 posizioni chiare e distinte. La domanda “a o b?” è retorica. è solo un invito alla discussione.

  16. 16 chit

    SEMPRE a discrezione e nei modi che ognuno preferisce ;-)

  17. 17 skip

    @john doe forse la questione è un’altra…in a la vita è rapportata alla possibilità di pensare e di comunicare dell’embrione
    in b tutto ciò è geneticamente in essere …poi diverrà

    in entrambi comunque c’è il battito della vita

  18. 18 Mike

    E’ un tema molto complesso, fra A e B io non saprei cosa scegliere. Penso solo che lo Stato, come ha fatto ad es. per l’aborto, debba dare delle regole di base condivise dalla maggioranza della popolazione, dalla comunita’ internazionale, dal buonsenso.
    Poi c’è la scelta di ognuno. Lo so, non è facile trovare un equilibrio.
    @GTCurzio
    Non mi sembra che nessuno fino adesso sia riuscito a far star zitto il Papa (e ci mancherebbe!).
    Però penso non sia corretto che, considerata l’enorme influenza che ha, ostacoli il lavoro di chi (gli scienziati) spende la propria vita non per il successo o la fama, ma per cercare di migliorare le condizioni di vita delle persone.
    stop;)

  19. 19 john doe

    @skip, ma sei velocissima! sono costretto a ripubblicare quello che avevo scritto e cancellato (riguardo il mio commento precedente a questo). in effetti l’avevo cancellato perchè ciò a cui faccio riferimento (concetto di persona, partecipazione alla comunicazione) sono argomentazioni specifiche che non è possibile sviluppare qui. Ma c’è un nesso.

  20. 20 enrico

    Sicuramente B, ma si aprono sicuramente ampi spazi di discussione

  21. 21 R.O.X.

    Io credo che più che un problema sociologico, sia di cultura morale, di carattere etico.
    Dato che, il concetto di vita è abbastanza poliedrico, anche la domanda si pone a differenti tipi di risposta tutti validi.
    JD, non vale chiedi A o B e rispondi AB?

  22. 22 john doe

    @ROX, cultura, morale ed etica sono questioni sociologiche.
    a e b sono le 2 posizioni. come su detto la domanda è solo un invito alla discussione.
    più che dire AB, io non dico ne A ne B.
    In generale credo che su determinate questioni, posizioni nette debbano servire per riflettere, e non per abbracciarle in toto.
    (ad esempio non ho mai capito quelli che dicono di essere di una determinata fazione politica e riescono ad accettarne ogni idea… come dire “non ho più bisogno di ragionare, prendo i ragionamenti fatti da altri e mi stanno bene”. un po’ limitante per la singola persona, no?)
    tutto questo è un OT gigantesco ovviamente :)

  23. 23 skip

    john, sulle questioni etiche credo che ognuno possa esprimersi in base alla propria coscienza…però il problema si pone quando ci si riferisce agli altri.Io sono per il diritto alla vita e in ogni caso ( anche in caso di handicap -che bisogna mettere in bilancio prima di procreare….)ma di fronte ad una rgazzina violentata o una donna che non è in grado nemmeno di sostenere se stessa a livello psicofisico o economico , non mi sento di dire che si affermi in modo assoluto il diritto alla vita..quale vita? sì al diritto alla vita del nascituro ma chi gli garantirà poi una vita dignitosa? chi assisterà quella ragazzina o aiuterà quella madre?abbiamo strutture in grado di farlo? ci sono tutor in caso di maternità difficili?sì forse all’inizio e poi?in lombardia ci sono…ma non ovunque…forse il mio intervento esula un po’ dal quesito che hai posto ma sto pensando a tutti i fatti di cronaca di quest’ultimo anno: quante madri hanno ucciso i loro figli, perchè esaurite…perchè sole..perchè instabili alivello emotivo ..questi sono campanelli d’allarme sociale, purtroppo

  24. 24 elisa

    premetto che sono una giovane ragazza cattolica, ma non per questo legata a qualsiasi opinione della chiesa…senza offesa..ma come può un uomo poter esprimere con tanta enfasi e cocciutaggine una questione prettamente femminile come l’aborto? non che l’opinione maschile in un rapporto di coppia non sia contemplata, ma sta alla donna prendere una decisione. mettendo da parte la religione, non vi turba il pensiero di negare la vita ad un potenziale essere umano? senza dover per forza credere che dopo il concepimento “C’è un sapere”, in seguito ad esso, che vogliamo crederlo o no, una nuova vita cresce, si sviluppa, entra in contatto con un altro essere umano (la madre) il quale volente o nolente ne deve essere responsabile almeno fino alla sua nascita. Indipendentemente dal modo del concepimento non si può negare la vita ad un innocente, la cui unica colpa sarà di far perdere la siluette a sua madre (cosa non abbastanza grave da comportare una condanna a morte del piccolo non ancora nato)

  25. 25 skip

    @elisa scusa ma a quale omo ti riferisci?

  26. 26 elisa

    beh ho generalizzato parlando di uomo..comunge GTcurzio ha fatto degli esempi che fan rabbrividire..paragonare un’embrione ad una pianta equivale quasi ad una bestemmia. forse esagero però se dobbiamo mettere certe situazioni a confronto allora stiamo attenti a non pestare le formiche per strada…

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