Blade Runner


Ho cercato di girarci un po’ intorno senza mettermi lì a scrivere righe e righe di cose particolarmente serie un po’ perchè appunto non mi piaccio quando sono troppo serio un po’ perchè con certi argomenti particolarmente delicati, come lo è questo, si rischia di essere fraintesi. Ma oggi ho voglia di essere serio perchè non riesco più a sentire certe robe.

Sto parlando di Pistorius, lo Sportivo (e sottolineo Sportivo) che corre con le protesi e ha chiesto di poter partecipare alle Olimpiadi.

Sento sempre più frequentemente alla radio e alla televisione conduttori, o in generale gente che può creare opinione, schierarsi apertamente dalla parte del “si, bisogna farlo correre, è un esempio per grandi e per piccini e bla e bla e bla” facendo leva sulla morale. (ah, questa morale)

Essere uno sportivo: Pistorius non è uno sportivo, è un Signor Sportivo, è Lo Sportivo. Ora, a dire che non deve partecipare alle Olimpiadi sembra che non si voglia riconoscere tutto questo. Ma chi l’ha detto? Dove sta il nesso? Olimpiadi o no Pistorius è e rimane un Grand Uomo di Sport ed un esempio. In ogni caso, sport, non necessariamente vuol dire competizione.

Questioni tecniche:
tutta aria fritta. Non si può stabilire se è avvantaggiato o no, punto. Gli mancano alcuni muscoli, niente può stabilire come sarebbero stati i suoi polpacci se ci fossero stati. E di conseguenza non si può dire quale protesi può sostituirli pari pari senza creare svantaggi o vantaggi. Vantaggi o svantaggi che di fatto è inutile cercare di riferire agli altri atleti, andrebbero riferiti a Pastorius stesso. Cosa impossibile appunto.

La vera questione: non riguarda Pistorius in particolare riguarda una cosa della quale non si parla, e mi chiedo il perchè. La vera questione è che autorizzando Pistorius a partecipare alle Olimpiadi si darebbe il via ad una serie di robe che poi bisognerebbe essere pronti ad accettare. La Biotecnologia va avanti, non si ferma oggi. Ovvero, fra 30 anni, ti starebbe bene se alle Olimpiadi ci fossero atleti con il microcip nel cervelletto che regola la distribuzione delle energie per la durata della gara al fine di ottimizzare al meglio lo sforzo? O atleti con le ossa in fibra di “nonsocosa” per essere più leggeri e quindi più veloci? O atleti con valvole cardiache ad “iperpropulsionebiochimica” in modo da pompare meglio il sangue? E non dire che è fantascienza tutto questo, perchè trent’anni fa era fantascienza anche Pistorius.

Ebbene, la questione è solo questa, decidere cosa deve essere rappresentato in una competizione sportiva. L’uomo della specie o l’uomo del futuro?

Cronenberg ha visto molto lontano.

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Io dico semplicemente che lo spirito delle olimpiadi moderne è la competizione tra uomini, e donne, chegareggiano in sport che NON contemplano prestazione fornita da attrzzatura tecnologica; Pistorius ha delle PROTESI alle gambe, non importa se sostituiscono una parte che altri altleti hanno, sono PROTESI. Pertanto non può gareggiare con gli altri atleti. Altrimenti per cosa le hanno fatte le paraolimpiadi? A me risulta sia per consentire di gareggiare a chi DEVE utilizzare supporti che non gli consentono di rispettare lo spirito delle competizioni olimpioniche.

Mi viene in mente Eddie Murphy quando faceva quell’invalido sul caretto.

E’ vero…come saranno le Olimpiadi del 2050? Il fatto che io sarò probabilmente six feet under non rende meno angosciosa la domanda. Occorre una regolamentazione. Un’altra.

Analisi impeccabile. La vera discriminazione, a mio parere, starebbe proprio nel farlo partecipare. Non può, non corre con le sue gambe, indipendentemente dal vantaggio o svantaggio che gli procurano. Farlo partecipare? Lo vedo più come un atto di pietismo che come un gesto di apertura nei confronti del mondo dei disabili.

complimenti! credo che il caso Pistorius sia importante perché forse per la prima volta il para-atleta possa battere l’atleta. Cosicché fino a quando non erano competitivi li abbiamo emarginati nelle para-olimpiadi ed oggi che con la scienza posso battere gli atleti ci uniamo a loro con l’entusiasmo dei bravi moralisti. Chissà se nel 2050 le para-olimpiadi non diventino più interessanti delle olimpiadi?

Questa situazione è un ottimo spunto per ragionare su molte cose, a partire dall’etica. Chi ha il diritto di decidere se quell’atleta può o non può gareggiare con gli “abili”?

Impossibile non essere d’accordo, anche se l’esistenza delle paraolimpiadi ….Certo ha dimostrato una volontà ferrea, che tanti uomini e donne di sport se la sognano

sicuramente Pistorius è l’atleta puro e suscita ammirazione a livello umano …condivido le argomentazioni addotte ma mi chiedo come mai allora finora gli sia stato consentito di gareggiare con i “normodotati”.Inoltre penso che il vantaggio delle protesi artificiali in quanto a forza e resistenza è compensato dallo svantaggio di riuscire a stare in equilibrio nell’appoggiare bene la lama…

Credo debba essere sopratutto rappresentato L’UOMO e lui secondo me lo è molto più di tanti che hanno deciso diversamente!

@Alianorah, lì sta il problema. come farla
@presveva, non credo che il problema sia “chi possa battere chi”
@Sempreinspiaggia, solitamente un regolamento
@skip, per dare un contentino e questo è un grande errore. riguardo vantaggi e svantaggi, non sono d’accordo.
@chit, perdonami ma questo che fai è pura ideologia. L’argomento meriterebbe di essere accompagnato da argomentazioni concrete.
Nessuno nega il suo esser uomo e nessuno nega il suo esser sportivo. Come appunto dicevo nel post e come invece, evidentemente, c’è chi si ostina a sostenere.

Io quasi quasi mi faccio tagliare le gambe e mettere le protesi di Pistorius, cosi vado anch’io a Pechino a spese della federazione…
A parte questo, da intendersi come gratuita provocazione, io toglierei anche le carrozzine ai paraplegici che giocano a basket….

Insomma, ma lo volete lasciare andare a correre si o no? Saranno fatti suoi? Mi pare abbia ampiamente dimostrato di essere un atleta che con grandi sforzi si e’ e sta allenando come un qualunque altro atleta non penalizzato dalla mancanza degli arti.
E probabilmente non riuscira’ a vincere ugualmente. Io personalmente sar’ molto curioso di vederlo correre, e il suo esempio non puo’ fare altro che far del bene allo sport: Ricordiamoci che si vive una volta sola