Costruzioni identitarie


Sto leggendo un libro che parla tra le altre cose di blog. Teorizza sul fatto che tenere un blog vuol dire dare vita ad un processo di costruzione identitaria al quale partecipa il blogger stesso ma anche i visitatori che commentano. L’identità del blogger si definirebbe quindi anche sulla base delle aspettative e dei commenti dei lettori. Vorrebbe all’incirca dire che se adesso mi commenti dicento “sei uno stronzo” in qualche modo io divento anche un po’ stronzo.

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Reader Comments

Sei bellissimo ;-)

Ho capito quindi se mi scrivono juventino divento della Juve o_O Oddio questo no..

il vecchio concetto parmenidiano x cui se pensi una cosa dai forma alla cosa stessa e la rendi reale?
e che hanno detto di nuovo?
hihihihihi
se dico sono una stronza non credo di trasformarmi in un mucchietto di cacca

Sei un miliardario novantasettenne e stai cercando a chi lasciare in eredità il tuo patrimonio. Io sono La scelta.

Uhm… interessante… io ho appena scritto un articolo (che forse vedrà la luce su un mensile… forse… tiriamo fuori cornetti… tocca ferro ed altre o eventuali) sull’identità digitale. Daresti il titolo e l’autore del libro? che se non lo conosco arricchisco i miei orizzonti e la mia libreria…
.:.

anch’io sono interessata al titolo e autore del libro che stai leggendo…a riguardo avevo scritto qui osservazioni mie personali

http://www.pocacola.com/index.php/2008/02/24/lettera-aperta-alla-dottoressa-graziottin/

sostenendo che la blogosfera ha una valenza positiva, considerando che la “malìa della scrittura”promuove processi di lettura introspettiva …non so se l’identità del blogger sia condizionata dai commenti dei lettori,( anzi credo sia più facile che il blogger susciti curiosità nel lettore) ma di sicuro a volte può creare aspettative nel rivelare la sua persona- personaggio quasi in cerca d’autore, talvolta protagonista , altre volte invece semplice spettatore sul palcoscenico del proprio Io .Personaggi che si caricano di aspettative , proprie ed altrui ,molto spesso illusorie e fallaci, di messaggi variamente interpretabili ove il fascino della parola scritta può incantare ,incuriosire, indurre a riflettere o a provocare un istintivo outing mediatico col quale si lasciano fluire i pensieri e le emozioni più immediate,che magari in un discorso dal vivo non si riuscirebbe a descrivere, in una sorta di autoanalisi, lettura introspettiva del proprio essere che può spaziare libero dai ruoli , dalle responsabilità di ogni giorno e dalla routine della quotidianità .

E’ un concetto vecchissimo che si perde nella notte dei tempi, meravigliosamente riassunto in tutti i muri d’Italia nel motto:

STRONZO CHI LEGGE!

oh luce dei miei occhi…….

@Guady, così arrossisco
@bulgakov, io non ho letto
@thelondoner, ok, ti ho messo nel testamento
@duhangst, juventino!
@Alianorah, ancor di più?
@Artemisia65, no, i riferimenti teorici sono altri
@skip & ermansji, digitografie di erika d’amico. Il testo non è incentrato sul blog, ma sulla fotografia digitale ed i mezzi di fruizione. Un capitolo parla del blog e della rete in generale, con spunti interessanti.

juventino :D

sei fantastico ;-)

La solita storia “uno nessuno centomila” vale anche per il blog, nella propria blog sfera ci si costruisce un identità che è quella che meglio si incastra con i propri lettori/commentatori. Penso che se qualcuno ti da dello stronzo tu non lo faresti entrare nei commenti che generano l’interesse verso il tuo Blog..

@Occhidigiada, quello no!
@Chiara, nel senso tipo entità fantastica, quelle che non esistono, tipo unicorno, o queste cose qua. Elfo magari, no gli elfi esistono.
@MeK2.K, come no!?