Ci sono barbari e barbari
C’è ormai questa idea tanto sterile quanto diffusa che la qualità va misurata in termini di quantità. E’ un’idea moderna, o postmoderna, meglio. E’ qualche cosa che viene evidenziata e resa vera e tangibile soprattutto nella blogosfera in cui si vive nella sensazione che un articolo è tanto più qualitativamente valido quanti più commenti riceve e da quante più righe esso è composto. Ma la blogosfera ne è solo un esempio. Internet tutto ne è l’esempio calzante. Puoi scrivere la verità più verità di tutte su una pagina web ma se nessuno ti linka resta una non-verità. Una mezza verità invece linkata da molti, finisce per diventare la verità. Il numero sancisce la qualità.
Baricco in un geniale saggio riassume questa (e altre) tendenza e chi la pratica in un termine: i barbari. Fa a questi barbari un’elegante analisi per arrivare a dire che non si tratta di qualche cosa che riguarda qualcuno in particolare, non siamo invasi dai barbari, ma è qualche cosa che riguarda tutti, è una mutazione, non un’invasione. Siamo tutti barbari. Vero.
Con qualche esempio ci capiamo. Nella mutazione ci siamo in effetti tutti e ne godiamo in un modo o nell’altro tutti. Il calcio senza sponsor degli anni 70 è romantico, ma vuoi mettere la mezza partita della domenica alla rai in differita con tutte le partite in diretta su sky? Vuoi mettere un bimbo a giocare con i lego dal mattino alla sera VS il bimbo che gioca alla playstation mentre parla al cellulare e guarda la televisione? (il bimbo multitasking). Oppure passare il pomeriggio in biblioteca a cercare un libro che possa essere utile alla ricerca scolastica rispetto ai 4 click di media con cui google ti fa trovare esattamente quello che ti serve per far bella figura e prendere un bel voto?
La mutazione i suoi vantaggi indubbiamente li ha.
C’è una cosa però che Baricco non dice, o almeno mi pare non dica anche perchè non è probabilmente quello che gli interessa analizzare; ovvero che c’è una bella differenza tra il barbaro consapevole che cerca di mettere in salvo più cose possibili dalla mutazione e nella mutazione, e lo stolto acritico superficiale barbaro con i paraocchi che dalla mutazione si fa sopraffare e ci sguazza energicamente e felicemente.
Qualcun altro ha scritto: “lo sai che non si esce vive dagli anni 80″



Bel post. Condivido l’analisi.La velocità e la quantità sono categorie in cui non mi identifico.